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Le Grazie, Campiglia dei Foci, Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano, Bosco di Conèo, Conèo, Badia a Conèo
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Il percorso di questo itinerario inizia a Le Grazie, a ovest dell'abitato di Colle di Val d'Elsa,
al bivio fra la statale 28 per Volterra e la provinciale per Casole d'Elsa.
Nella frazione de Le Grazie è visitabile il suo santuario risalente al XV secolo, con i bei porticati e sulla
cui facciata
è presente un loculo cinto da una ghirlanda robbiana del XVI secolo. All'interno della chiesa, ai lati
dell'ingresso, ci sono affreschi cinquecenteschi del pittore colligiano Giovanni Maria Tolosani, mentre
sull'altare è posta l'immagine de 'La Madonna delle Grazie' (sec. XIV-XV).
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Attraversate Le Grazie, si prosegue verso ovest, in direzione di Volterra e dopo
qualche chilometro si raggiunge Campiglia dei Foci.
Quì la strada esce dal borgo e prende a scendere, con alcuni tornanti ed
un bel paesaggio, verso il pianeggiante fondovalle del torrente Fosci (o Foci).
Percorso il rettilineo alberato di platani, quasi al termine di questo, si procede
per la strada sterrata a sinistra recante l'indicazione per la Pieve dei SS.
Ippolito e Cassiano.
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Oltrepassato il ponte sul torrente che scorre fra la folta vegetazione riparia naturale, la
strada sale tra i campi coltivati e in breve, fiancheggiata da pini domestici, giunge alla
pieve affacciata sulla valle: sull'altro versante è ben visibile l'Abbazia di Conèo.
La Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano era già esistente nel X secolo, successivamente entrò a
far parte del vescovado volterrano, mentre sul finire del XII secolo entrò nell'orbita di
influenza politica del Comune di Colle.
Da quel momento non godette di particolare floridezza, forse per una diminuzione della popolazione
residente, fatto sta che già del 1413 risultata in gran parte diroccata.
Né la sua sorte cambiò nel corso del seicento, quando ne erano padroni i membri della
famiglia Picchena.
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Originariamente la chiesa aveva una struttura basilicale absidata con copertura in legno.
La struttura invece che oggi possiamo vedere è il frutto di svariati interventi di epoca
medioevale, tanto che si ritiene che il cantiere romanico sia rimasto aperto per più di mezzo
secolo: dalla fine del XII alla metà del XIII.
Dopo la visita alla pieve, dalla quale si gode una vista splendida, si torna indietro percorrendo a ritroso
l'itinerario sino a Le Grazie.
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In località Le Grazie, di fronte al santuario, si imbocca la provinciale per Casole d'Elsa e la si percorre
per circa 1 km, fino al bivio a destra per Conéo e l'omonima Abbazia.
Si prende la stretta strada asfaltata e si attraversa l'aperta campagna ondulata che
un tempo era coperta di boschi (da cui il toponimo Bosco di Conéo, non dissimile
da 'Boscona', località poco distante).
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Si raggiunge quindi una biforcazione e, svoltando a sinistra, si raggiunge l'abitazione
di Conéo.
Proseguendo a destra invece si scende attraverso i querceti e cerro sino alla piccola
strada a sinistra per la vicina Abbazia di Conéo.
Essa fu fondata dai monaci vallombrosani agli inizi del XII secolo, in stile romanico,
e costituisce uno dei maggiori esempi di architettura religiosa del territorio.
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Ha una pianta a croce latina caratteristica degli edifici vallombrosani e all'incrocio tra navata e transetto
sorge una cupola a spicchi, che forma all'interno una configurazione ottagonale.
I capitelli interni e la cornice che abbraccia l'edificio dall'esterno sono decorati
con fiori stellati ed altre figure geometriche, altamente affascinanti.
Nella costruzione sono presenti alcuni elementi pre-romanici, con numerose mensolette
esterne a forma di animali fantastici.
Dopo la visita si rientra a Colle per la via sino a quì percorsa.
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"Nulla di grande è stato realizzato al mondo senza la passione."
Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Filosofo (1770-1831)
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