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Chi oggi ripercorre la Via Francigena, magari a piedi, con
il ritmo lento e naturale del viandante, può scoprire
itinerari spesso “minori” ma ricchi di storia
e di tradizioni.
Il moderno viator può incontrare grandi monumenti
che ancora parlano della storia e della cultura del pellegrinaggio,
come il duomo di Fidenza, costruito in fregio alla via Francigena;
può riscoprire gioielli nascosti d’architettura
come la romanica Pieve di Bardone, ai piedi dell’antico
valico di Monte Bardone (Cisa); può visitare e toccare
santuari e reliquie che da secoli attirano folle di pellegrini,
come il misterioso e celebre VOLTO SANTO venerato nella
Cattedrale di S. Martino di Lucca prefigurazione della Veronica
romana; ritrovare i segni di una devozione “minore”,
ma determinante per capire lo spirito che animava gli antichi
pellegrini: edicole sacre, ex voto, croci segnavia, pie
iscrizioni…. Altri segni, meno “faticosi”
ma leggibili solo dai cultori del “viaggio lento”,
sono, sul cammino per Roma, le effigi del Volto Santo che
numerose costellano le strade da e per Lucca, o le belle
“maestà” (effigi della Vergine) in marmo
di Carrara poste da artigiani sapienti e fedeli devoti sulle
facciate delle case lungo le strade della Lunigiana e della
Versilia. I tesori del cammino romeo non sono solo i “luoghi
del sacro”, ma anche numerosi “luoghi del profano”:
le terme romane naturali di Bagnaccio presso Viterbo, o
la vasca termale medioevale di Bagno Vignoni, presso Siena.
Splendido ristoro!!
È possibile, infine, percorrere tratti intatti dell’antico
cammino: a Castellonchio, prima di Berceto, presso l’antico
valico di Monte Bardone, o, in Toscana, a Galleno, o, nel
Viterbese, a Capranica, dove, fra i noccioleti, in luoghi
legati al ricordo di Carlo Magno e delle chanson de geste,
è possibile ancora camminare sul basolato della via
Cassia romana affiorante nell’erba. Addirittura, nella
zona di Baccano, presso Roma, la via Cassia romana affiora
intatta, ancoo lento con la natura e con la storia, emergono
anche le antiche infrastrutture del viaggiare: camminando,
se ne possono scoprire moltissime: granai e ponti fortificati,
ospedali, stazioni di posta, cisterne, mulini, antiche locande.
Per far rivivere la Via Francigena
Ora che i collegamenti fra l’Italia e l’Europa
sono facili, rapidi e numerosi e che l’antico percorso
compiuto dai pellegrini è stato inglobato in una
rete stradale molto più ampia ed articolata, è
importante cercare di fare rivivere la Via Francigena, per
ridarle in pieno quella dignità che la Comunità
Europea, sulla carta, le ha già riconosciuto e per
restituire al nostro Paese una parte, importantissima, della
propria cultura e della propria storia. Le difficoltà,
purtroppo, sono numerose, perché il percorso francigeno,
a differenza del Cammino di Santiago, non ha mai avuto una
“mitologia” ed una identità comune e
non ha più una solida tradizione di cammino.
La strada di Santiago era nata ed era stata sostenuta da
una precisa volontà politica di difesa nei confronti
dell’Islam; il percorso francigeno era solo uno dei
tanti che portavano a Roma, risultava esso stesso dal confluire
di molti percorsi, e, per giunta, nel corso dei secoli,
non è mai stato sostenuto da una volontà politica
precisa, unitaria e ben finalizzata. Ora, se si vuole ridare
davvero vita a questo itinerario, come è accaduto
per il Cammino di Santiago, occorre individuare concretamente
sul terreno un tracciato unitario e rivitalizzarlo tanto
dal punto di vista del turismo culturale quanto dal punto
di vista del turismo pedonale.
A questo proposito, per chi viaggia a piedi o in bicicletta
occorrono innanzi tutto segnaletica e cartografia adeguate,
solo in parte sinora realizzate; occorrono percorsi appartati
dal traffico; occorrono credenziali ufficiali, che, dietro
nostra iniziativa, l’Associazione dei Comuni italiani
sulla Via Francigena ha già predisposto; occorrono
strutture di accoglienza a basso costo, organizzate, efficienti,
ben distribuite. Occorre, infine, che nella Basilica Vaticana,
come accade presso la Cattedrale di Santiago, si predisponga
un apposito ufficio di accoglienza e si organizzino celebrazioni
specifiche. Solo così si potrà incoraggiare
chi intende mettersi sui passi degli antichi pellegrini
e vedere le bellezze del nostro Paese con ritmi più
naturali ed umani di quelli moderni; solo così si
potrà fare della Via Francigena una vera strada per
l’Europa.
WEB: www.associazioneviafrancigena.com |